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Cento anni di Giro d'Italia

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  • E' il 30 maggio 1909 e i 49 superstiti del primo Giro d'Italia fanno passerella sul prato dell'Arena di Milano, dopo 2.448 chilometri percorsi in 18 giorni
  • Un'immagine storica: Luigi Ganna, distrutto dalla fatica, seduto su una sedia all'Arena di Milano al termine del primo, per lui vittorioso, Giro d'Italia. Ai giornalisti che subito dopo la corsa gli chiesero come si sentisse, rispose con una celebre frase: "Me brüsa el cü".
  • Nel giro del 1919 i ciclisti sono costretti a guadare il fiume Cecina a causa di un ponte crollato. Le ammiraglie, che hanno aggirato l'ostacolo, attendono i corridori dall'altra parte
  • Oltre alle strade sterrate, agli ostacoli naturali e, a volte, alla mancanza di segnaletica, spesso i ciclisti dovevano affrontare ben altro tipo di barriere. Qui è un carro, un mezzo di lavoro, a impedire il passaggio di un corridore nel Giro del 1922.
  • Costante Girardengo batte Alfredo Binda in volata nella Torino-Arenzano, seconda tappa del Giro del 1925. In quell'edizione Girardengo vincerà ben sei tappe, ma la classifi ca generale sarà conquistata dal rivale. È una sorte di passaggio di testimone fra il vecchio Girardengo, che ha vinto il giro nel 1919 e 1923, e Binda, che lo farà suo nel 1925, 1927, 1928, 1929 e nel 1933. A Girardengo e alla sua presunta amicizia con il bandito Sante Pollastri è ispirata la canzone "Il bandito e il campione", scritta da Luigi Grechi e portata al successo da Francesco De Gregori.
  • Una foto emblema del ciclismo dei tempi eroici: Alfredo Binda fermo sul ciglio della strada smonta un tubolare dopo una foratura. Oltre a 5 Giri con 41 tappe, Binda vinse 3 Campionati del Mondo, 2 Milano-Sanremo, 4 Giri di Lombardia e 4 Campionati Italiani.
  • Un ciclista in crisi sulla Scoffera, durante la terribile Torino-Genova al Giro del 1933. La tappa mette in crisi anche la maglia rosa Learco Guerra. Il direttore di corsa Armando Cougnet lo salva passando di nascosto un pacchetto di biscotti, che Guerra divora, carta compresa
  • Ottobre 1948: a Roma si girano alcune scene del fi lm Totò al Giro d'Italia, diretto da Mario Mattoli. Da sinistra: Gino Bartali, Giordano Cottur, Totò, Miss Italia Fulvia Franco (che sposerà il pugile e attore Tiberio Mitri) e Fausto Coppi.
  • Fausto Coppi in una fase della lunga fuga durante la Cuneo-Pinerolo al Giro del 1949. Così si presentavano le strade di montagna negli anni Cinquanta: in parte sterrate, piene di buche, tutt'altro che scorrevoli. Un ostacolo in più per i ciclisti, spesso costretti a fermarsi con le ruote bucate. In carriera Coppi ha vinto 5 Giri d'Italia (1940, 1947, 1949, 1952 e 1953), 2 Tour de France (1949 e 1952) e un Campionato del Mondo (1953).
  • Un'immagine emblematica del ruolo del gregario: durante la Roma-Napoli, 8ª tappa del Giro del 1951, un gruppo di ciclisti si ferma a rinfrescarsi e a riempire borracce in un torrente.
  • Una folla di ciclisti e appassionati attende il passaggio del Giro in occasione di un Gran Premio della Montagna.
  • Un passaggio a livello è sempre un ostacolo fastidioso. Non per i ciclisti, che in mancanza dei controllori non si fanno problemi a superare, anche con un certo stile, la barriera. Qui Gino Bartali, nella tappa Terni-Roma del 1951, si esibisce in un pericoloso attraversamento dei binari. In carriera Bartali ha vinto 3 Giri d'Italia (1936, 1937 e 1946) e 2 Tour de France (1938 e 1948).
  • L'originale carro della carne in scatola Simmenthal in piazza San Pietro al Giro d'Italia del 1952.
  • Tutta la grinta di Gino Bartali: è il Giro del 1954, l'ultimo della sua lunga carriera, e il ciclista toscano cerca di staccare Fausto Coppi (alle sue spalle). Bartali chiuderà quell'edizione al 13° posto, a 50'11" dal vincitore Carlo Clerici.
  • Da poco ritiratosi, Gino Bartali chiacchiera con il rivale di sempre Fausto Coppi alla partenza del Giro d'Italia del 1955, all'Arco della Pace di Milano. A 35 anni il "Campionissimo" chiuderà la corsa rosa al secondo posto, alle spalle di Fiorenzo Magni.
  • Tutti per Bartali: un cartello preparato dai suoi ammiratori, un massaggiatore che gli tonifi ca le gambe, un gruppo di tifosi che lo osserva prima della partenza di una tappa, mentre lui, quasi incurante, legge la Gazzetta dello Sport.
  • Quando le borracce non bastano, si passa direttamente alle secchiate. Così nella Roma-Scanno, 11ª tappa del Giro del 1958, un ciclista preleva un intero secchio.
  • Quando la sete è tanta, anche un camion che porta l'acqua diventa come un'oasi nel deserto. Qui, in un'immagine relativa a un'edizione del Giro degli anni Cinquanta, un gruppo di ciclisti si arrampica sul furgone per recuperare qualche bottiglia.
  • Durante il Giro del 1969, Eddy Merckx, in maglia rosa da sei tappe, viene trovato positivo a un controllo antidoping (la sostanza è la Fencamfamina), effettuato al termine della tappa Parma-Savona, e squalifi cato. Anche Felice Gimondi, che vincerà quell'edizione, prova a consolare il "Cannibale". Quello che vede coinvolto Merckx è il primo grande scandalo-doping nella storia del ciclismo. Solo un anno prima si era verifi cato un caso minore, con il belga Victor Van Schil, compagno di squadra di Merckx, squalifi cato per uno stimolante.
  • Fiorenzo Aliverti si ferma a salutare la fi danzata, durante la Pietrasanta-Reggio Emilia, 12ª tappa del Giro d'Italia del 1983. Il suo capitano Roberto Visentini lo richiama ai suoi doveri.
  • Marco Pantani durante il Giro d'Italia del 1999, l'anno in cui fu sospeso per ematocrito superiore al limite consentito. Il "Pirata", considerato fra i più forti scalatori di sempre e amatissimo dai tifosi, ha vinto Giro d'Italia e Tour de France nello stesso anno, il 1998. A lui, trovato morto per arresto cardiaco conseguente a un'overdose di cocaina, sono state dedicate diverse canzoni, fra le quali "Prendi in mano i tuoi anni" dei Litfiba, "E mi alzo sui pedali" degli Stadio, "L'ultima salita" dei Nomadi, "In fuga" di Francesco Baccini e "Rimini" dei francesi Les Wampas.
  • Sosta...tecnica per buona parte del gruppo durante la Fossano-Limone Piemonte, al Giro d'Italia 2002.
  • Un gruppetto procede fra due muraglioni di neve verso i 2.621 metri del Passo Gavia, durante la 18ª tappa del Giro 2004, da Cles a Bormio. Al centro c'è la maglia rosa Damiano Cunego, che vincerà la tappa, la quarta in quest'edizione, e due giorni dopo conquisterà il Giro.
  • Danilo Di Luca guida sulla salita verso il Sestriere, nella 19ª tappa del Giro del 2005. Alle sue spalle ci sono Gilberto Simoni e il venezuelano José Rujano, che vincerà la frazione. Sarà Paolo Savoldelli, in maglia rosa dalla 13ª tappa, a conquistare il Giro.
  • Nel 2007 il Giro raggiunge anche la Sardegna: un asino "in rosa" assiste alla tappa da Barumini a Cagliari, poi vinta in volata da Alessandro Petacchi.
  • Il gruppo sulla Costiera Amalfi tana, durante il Giro del 2007, vinto da Danilo Di Luca.
  • Una novella sposa saluta i ciclisti durante la Civitavecchia-San Vincenzo, al Giro del 2008.
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