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Un viaggio fotografico nella capillare organizzazione di Obama

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  • Ufficio Obama di West Chester in Pennsylvania, uno degli 83 centri nello stato. L'organizzazione di questo ufficio dà l'idea della macchina operativa che ha costruito la campagna Obama per mobilitare il voto, per reclutare volontari per monitorare con telefonate e missioni sul campo l'elettorato nelle sue minime sfumature. In questa foto si vede il tavolo per il reclutamento dei volontari.
  • Il Manifesto che anticipa l'arrivo di Kerry Kennedy, la figlia di Bob Kennedy, assassinato nel 1968
  • I sottogruppi locali su cui la campagna fa interventi mirati e organizza comitati e sottocomitati, da quello dei latino americani a quello ebraico a quello de veterani
  • La struttura geografica degli uffici Obama nella contea di Chester, da molti anni repubblicana con numeri di riferimento dei responsabili locali a Chester, che ha circa 20.000 abitanti
  • Kerry kennedy si prepara alla mobilitazione del voto casa per casa in uno dei quartieri poveri di West Chester, il villaggio più importante della contea
  • Con Howard Gay, per convicerlo ad andare a votare martedì, non si è ancora registrato
  • Howard Gay ha promesso che andrà a registrarsi
  • La mobilitazione continua su Franklin Street
  • Un elettore ispainico conferma di sapere dove andare a votare
  • Il "canvassing" continua, durerà tutta la giornata, in tutto si visiteranno 45 case, per ogni appuntamento si scrivono appunti sul risultato della visita se è necessario inviare qualcuno per dare aiuto
  • Questo elettore ha la madre inferma e chiede aiuto per portarla alle urne martedì, è il quarto voto che non ci sarebbe stato senza un passaggio per la mobilitazione
  • I ragazzi lasciano materiale informative quando non risponde nessuno
  • Si torna alla base per riportare i primi risultati. L'ingresso dell'ufficio di Obama a West Chester
  • Il centro telefonico: 26 volontari chiamani simultaneamente per dar seguito al passaggio fisico dei volontari, per identificare altri possibili elettori da visitare, per controbattere alle rocall negative di McCain e per aggiornare in continuazione l'umore degli elettori
  • Un autobus con 50 volontari è appena arrivato da New York. Kerry Kennedy tiene un piccolo comizio per motivarli.
  • Per strada incontriamo un gruppo di volontari che costruiscono case. Non c'è un incontro programmato, ma anche loro dicono che voteranno Obama
  • Si ricomincia: questa donna parla solo spagnolo e promette che andrà a votare per Barack Obama
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MONDO, 26 Ott 2009

Bobby Kennedy, il padre dei diritti civili insieme a Martin Luther King, fratello del Presidente John Kennedy, anche lui ucciso il 5 giugno del 1968 a Los Angeles due mesi dopo l'omicidio di King. Sua figlia Kerry che porta la staffetta a mobilitare il voto per le elezioni di oggi. Uno spaccato simbolico vissuto in presa diretta con il corrispondente del Sole 24 Ore dagli Stati Uniti, Mario Platero, che e' andato con Kerry Kennedy a seguire la mobilitazione del voto in Pennsylvania, e Mauro Calamandrei che racconta il suo incontro con Bobby Kennedy e quel 1968 non dissimile per passioni e drammi da questo 2008. I testi sono pubblicati nello speciale Elezioni Usa. Ma vi proponiamo anche una galleria fotografica realizzata da Platero che illustra dal di dentro un aspetto fondamentale della macchina politica di Barack Obama: gli uffici dei volontari, la capillare presenza locale, l'organizzazione straordinaria degli attivisti che gli ha consentito di avanzare fino a portarsi in testa nei sondaggi per le elezioni di oggi. Il viaggio tra i volontari e' di nuovo con Kerry Kennedy.

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